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ChiarinWonderland









Itinerari, diari aperti e progetti urbani
Dal diario di una Gemelli.
Mi chiamo Chiara, sono di Bologna e mi ritengo un'inguaribile esploratrice, appassionata della Storia e di Storie lontane. Tra le tante cose, sono diventata una guida cicloturistica laureata in Lingue e Letterature Straniere.
Viaggiare per me significa prima di tutto rallentare, ri-scoprire i cinque sensi, e uscire dalla propria comfort zone.
Amo i viaggi, intensi, brevi o lunghi che siano, le fughe programmate all'ultimo e quelle pianificate nei minimi dettagli, amo cio' che riguarda il mondo multimediale, la musica, l'arte, lo sport, e tutto ciò che mi fa ri-sentire viva.

Bologna
Il mio punto di partenza per infinite vie.
Sono nata e vissuta sempre in una città che considero il mio personale parco giochi per la sua offerta culturale e artistica.
Mi piace ogni giorno scoprirne qualche segreto, creare nuove prospettive da cui guardarla, sentirmi una turista il primo giorno in Piazza Maggiore e soffermarmi ogni volta su un dettaglio diverso, come se fosse la prima volta.
Una città che come un lunapark, in base a che direzione stai prendendo, a volte sale e altre scende, e nel mentre la diapositiva urbana scorre e muta di continuo: dal brutalismo della Fiera, arrivi agli alberi ancora quasi incontaminati di Villa Angeletti, ed ecco che la storia di un antico Porto quasi dimenticato torna a farsi viviva, che se ti lasci cullare da lei ti ritroverai nel pieno centro storico, tra mattonelle rosse, porticati alti e sontuosi e giardini segreti.
“Bologna è una Regola” dice Luca Carboni. Ma una regola magica e ineffabile, dalle mille eccezioni, e per questo spesso incomprensibile. Ma io sono anche qui per questo: per farvela ri-scoprire da una vera local.

Un nuovo spazio digital-analogico.
La mia mission sui miei canali è quella di trasmettere anche a chi mi segue il “wonder” della vita, del potersi muovere con e grazie al giusto allineamento del nostro corpo con la nostra mente.
Di come sia possibile ri-trovare la magia nelle piccole cose, dalle vie che siamo soliti a percorrere ad alte velocità - o con il telefono in mano, iperstimolati e iperconnessi con il mondo, ma disconnessi da noi stessi; al riscoprire l'esistenza di un vento che, se soffia dal lato giusto, come una voce ci può accompagnare ancora più dolcemente a destinazione; alla meraviglia di incontrare una mano in più e un sorriso, quando se ne ha più bisogno.