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Tutte le strade portano ai colli

2024-12-30 12:03

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Tutte le strade portano ai colli

Rieccoci. Era già qualche mattina che sognavo di rivivere i colli un po’ in solitaria. Giro medio-facile per bici-sognatori accaniti.

Rieccoci.

Era già qualche mattina che sognavo di rivivere i colli un po’ in solitaria, come nei lontani e surreali 2020 & 21, quando tutto è iniziato.

 

Giornate di festa, di ritrovi, lunghissimi e a stenti asfissianti. Lavoro fermo, negozi chiusi, cinepanettoni in loop. E anche noi che non vorremmo mai, siamo costretti a fermarci, a volte un po’ troppo. Ma l’altra mattina di stare ferma non ne avevo proprio più voglia. E allora via, si parte:


Zig zag di Santo Stefano sui colli bolognesi - (giro medio post-abbuffate)

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Via San Mamolo

Via di Roncrio

Via della Trappola

Via Delle Lastre

Via dei Colli

Via dei Pozzetti

Via di Gaibola (Eremo di Ronzano + Villa Ghigi)

Via Del Genio

Via Casaglia (discesa e rientro)

 

Tempo stimato: 1h30

Distanza: < 20 km

Dislivello: < 400 mt

Fondo: Asfalto

Temperatura reale: 5/7 C·

Percepiti: 0 / -1 C·


Mi avvio verso i colli con la mia bici da corsa -  l’unica al momento per scappare un po’ più in là.  Mi avvio un po’ a sentimento, maledicendo l’asfalto delle ciclabili dei viali di Bologna: alcuni punti sono davvero terribili, ma "Piotòst che gninta l'é mei piotòst!".

 

Prendo via San Mamolo e proseguo, mentre il traffico va sfumandosi e il sole comincia a farmi riprendere temperatura. L’ultima volta sono salita subito per via San Vittore, una delle più fiabesche vie bolognesi che portano verso il Cebobio di San Vittore, spot ideale per una pausa post-tornanti. Ma questa volta volevo scoprire qualcosina di nuovo.

 

 

 

"Dove la luce si fa camminare
Come tra i portici in un temporale
Ti fa prendere il volo
E non ti senti più solo, qui"

 

- San Luca, Cesare Cremonini e Luca Carboni, 2024

 

 

 

1. Via di Roncrio-Via della Trappola

Via di Roncrio, la cui esistenza è documentata già nel XIII secolo, ti porta dolcemente da via San Mamolo a via della Trappola, sempre di più verso il cuore dei colli bolognesi, lasciando il grigiume della città alle spalle.  

Mi ritrovo praticamente dentro ad un bosco, l’asfalto si fa via via più liscio per la bassa percorrenza, e finalmente anche le mie ruote acquistano velocità e sicurezza. Non si incontrano praticamente mezzi, se non qualche ciclista più o meno sorridente e qualche umarell local dei colli bolognesi.

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 Secondo l’origine del toponimo ci si rifà al Tagliare, potare, estirpare

 

Eliminare il superfluo, rinsanare, fare spazio, aggiungerei io. 

 

Anche se in realtà in quel momento un pò più di fiato non sarebbe stato male, dato che all’inizio della prima parvenza di salita mi viene da fermarmi ed abbassare i bpm, sia miei che delle mie cuffie.

 

Ma va bene così, non abbiamo fretta. Metto i rapporti più bassi, mi aggrappo un po’ di più al manubrio e riparto.

2. Via delle Lastre-Via dei Colli

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Anche se mi sembra di essere già super distante dal mondo abitato, ogni tanto, tra una curva e l’altra, fanno capolino cancellate di antiche residenze nobiliari, come a voler dire “ehi, non crederti mica l'unica a goderti tutto questo!". Ma ci sono anche raggruppamenti di casine umili, alcune incatenate tra di loro, quasi a volersi fare forza davanti a quella distesa naturale improvvisa. Di sera poi, tutte queste lucine sono ancora più suggestive, e sembra quasi di ritrovarsi in un presepe vivente.

 

 

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Vista dei colli bolognesi by night

3. Via dei Pozzetti-Via di Gaibola-Via del Genio

Non so bene dove mi sto dirigendo e quanto sarà effettivamente lungo il mio giro, ma lì in alto si sta davvero bene.

 

Idealmente mi immagino di allungarmi fino a Sabbiuno e a rientrare ad anello scendendo all’altezza di Sasso Marconi e continuando per il lungo Reno, ma di fatti mi ritrovo su via di Gaibola, passando prima dalla via che porterebbe all'Eremo di Ronzano, per poi costeggiare l’immenso parco di Villa Ghigi, ritenuta un vero e proprio laboratorio naturale brulicante di iniziative, reperti storici, o semplicemente punto di riferimento per i bolognesi per staccarsi dal soffocamento della città, e tornare a respirare. 

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Sosta barretta / check Mappa all'Eremo di Ronzano. Purtroppo la via non era accessibile in bici trattandosi di un percorso Cai, ma tornerò sicuramente in perlustrazione.

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Villa Ghigi in estate (cicale ed insetti alert!)

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Bologna dall'alto.

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Torno in me.

Decido di allungarmi ancora per qualche tornante di via del Genio, un’altra delle incantevoli stradine dei colli. 

Ed ecco che, passato lo strappetto di tornanti iniziali, cominciamo a scendere: mi riaggrappo al manubrio, e poichè la stradina è stretta, a doppio senso e piena di piccole curve, cerco anche di mantenere il baricentro un po' più indietro rispetto alla sella, come mi è solito fare nelle discese. 

 

Solitamente Via del Genio la si prende in salita, venendo da via Casaglia, per cui è facile incontrare camminatori e ciclisti mentre si tengono i freni belli tirati. Tengo d'occhio anche le strisce di possibile ghiaccio, ma poi tutto fila liscio (tranne che per i piedi, che cominciano ad essere belli congelati), e mi avvio verso casa, con gli occhi pieni di “foliage invernale” e orizzonti appena innevati. 

 

È proprio vero”, penso. “Tutte le strade portano ai colli.

 

 

 

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